Topinambur, ricetta base

Il topinambur non è solo uno degli accessori della bagna cauda piemontese, il topinambur ha una sua forte identità che va rispettata e onorata, che non merita di essere declassato a componente marginale di un altro piatto, ma va esaltato con la ricetta giusta.

Ma cos’è? Di cosa sa? Come si usa? Dove si trova questo dannato vegetale?

Iniziamo dicendo che il topinambur è un tubero, quindi somiglia a una patata piccola, gibbosa, con buccia che varia dal viola al beige.

Topinambur, sedano di Verona e cavolo rapa

Il sapore è molto delicato, simile a quello del carciofo cotto e la consistenza è quasi identica a quella della patata.
Pur essendo un tubero non è un farinaceo, quindi ha molte meno calorie della patata (25 contro 83 per 100 g) e una notevole quantità di fibra.

Poiché fa parte della famiglia delle Compositae, attenzione a servirlo a chi è allergico a questo tipo di piante; non tanto perché può causare allergie di per sé, quanto perché può aumentare la reazione allergica ai pollini (il fenomeno si chiama “reazione crociata”, ecco un piccolo articolo dell’Arpa che introduce l’argomento, pur non essendo esaustivo).

Fornito di molti bozzi e bozzetti e ricoperto da una notevole quantità di terriccio, il topinambur è decisamente il nemico di chi ha fretta, perché pulirlo e pelarlo è una vera rottura di scatole.
Se però seguite il mio metodo potete ridurre i tempi di mondatura di 3/4: prendete i vostri topinambur, metteteli in abbondante acqua fredda e bicarbonato e lasciateli a mollo tutta la notte. Il giorno successivo spazzolateli con una spazzola da cucina come questa e sciacquateli bene. Fine.
Ovviamente poi dovete eliminare le parti mollicce o annerite e le radichette.
Ma parlavamo di come cucinarli, quindi…

Let’s get started!

Dopo aver pulito e spazzolato bene i topinambur, affettateli come se fossero delle patate da fare al forno, quindi di spessore non superiore ai 3/4 mm.
Nel frattempo rosolate una piccola cipolla in 2 cucchiai d’olio evo, salate e sfumate con un bicchiere di vino bianco. Non aspettate che il vino evapori completamente, aggiungete i topinambur subito, in modo che ne prendano il sapore. Poi aggiungete un po’ d’acqua e coprite. Lasciate cuocere almeno 15′ e voilà!

Come vedete questa ricetta è molto semplice e può benissimo essere la soluzione per un contorno veloce e originale.
Prossimamente posterò qualcosa di più complesso, ma prima me lo devo inventare :)

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4 risposte a Topinambur, ricetta base

  1. alessandra ha detto:

    Bella questa ricettina, la proverò :-) I topinambur mi piacciono tantissimissimo :-)

  2. lavoratoreindefesso ha detto:

    Grazie per la ricetta base e dell’articolo informativo, era proprio ciò di cui avevo bisogno!
    Domani, fatidico 12-12-2012 cucinerò il mio primo Topinambur!
    Grazie di cuore! <3

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