Purim Sameach!

Stasera inizia Purim, una festa ebraica di cui solitamente non si parla molto, ma molto affascinante dal punto di vista storico.

Non sapendo nulla sul Purim – o meglio, non avendone mai, mai sentito parlare prima di settimana scorsa! – ho chiesto al mio amico Benji di raccontarmi qualcosa in più su questa festa. Inauguriamo così la categoria “Piccolo spazio culturale” e gli articoli di Benji, pillole di cultura ebraica.

Ecco il suo racconto e, ovviamente, la ricetta annessa!

Questo mercoledì 7 marzo 2012, al tramonto, comincerà Purim, festività ebraica che cade il 14 di Adar, ovvero il sesto mese del calendario lunare con datazione ebraica. Importante è dire che una giornata ebraica dura da un tramonto all’altro, quindi quest’anno Purim va dal tramonto di mercoledì 7 al tramonto di giovedì 8.

Il significato della parola Purim deriva da “Pur”, il sorteggio, le sorti.
Durante questa ricorrenza si festeggia appunto il cambiamento della “sorte” del popolo ebraico avvenuto durante l’esilio di Babilonia (intorno al II secolo a.c).

Il motivo di tale giornata festiva è narrato nella Meghilat Ester, il Libro di Ester.
La storia narrata in questo Libro è molto complessa, infatti si sviluppa tra intrighi di corte, complotti di regicidio, odio e gelosia, mista ad una drammaticità estrema, ma con un cruento lieto fine; il tutto raccontato con grande spirito poetico.

Il Testo si apre con Ahashverosh re di Persia che invita i principi ed i funzionari reali delle province del suo regno a Susa, la capitale, per un banchetto lungo tre giorni, dove sfoggerà le sue ricchezze.
Durante i festeggiamenti il Re manda a chiamare sua moglie Vashti la bellissima, per farne un vanto davanti ai suoi ospiti, ma, a causa del rifiuto della regina, Ahashverosh, in preda all’ebbrezza, la fa condannare a morte.
Dopo la festa, pentitosi del suo gesto manda i suoi servitori a cercare una nuova donna da sposare e viene scelta Ester, nipote di Mordehai, un consigliere reale (ebreo come Ester, al contrario di tutti gli altri) che aveva precedentemente salvato la vita del re avvisandolo di un complotto volto ad ucciderlo.
Haman, un altro uomo di corte che disprezza Mordehai sia per la sua religione sia per il fatto che egli non cede alle sue pretese di superiorità, guadagna fiducia presso il sovrano e con un raggiro riesce a convincerlo delle sue idee politiche ostili al popolo di Israele.
Per compiacere Haman, il re emana un decreto che permetterà a chiunque nel giorno 15 di Adar, data scelta con un sorteggio, purim in ebraico – da qui il nome della festa, di commettere crimini contro gli ebrei, compresi il furto e l’omicidio.
Il re Ahashverosh però nel frattempo sposa Ester pur non conoscendo le sue origini e approfittando dell’ignoranza del marito, la nuova regina, spinta dallo zio Mordehai, chiede udienza al re e, non ricevendo risposta, decide di digiunare – in segno di preghiera – fino a che non vedrà il marito; con lei digiuna anche tutto il popolo ebraico.
Estér riesce infine a parlare con il re e lo invita ad un banchetto insieme al malvagio Haman, durante il quale gli rivela le sue origini e gli spiega la grave situazione che Haman ha creato con le sue velenose parole.
Ahashverosh capisce di essere stato ingannato e farà impiccare Haman sulla stessa forca che egli aveva preparato per uccidere Mordehai l’indomani, il 15 di Adar.
Il tempo è però quasi scaduto e sta arrivando per gli ebrei la notte delle razzie.
Il re, non potendo annullare il decreto emesso contro il popolo l’Israele, ne emanerà un altro raggirando il primo e permettendo quindi esplicitamente agli ebrei di difendersi da qualunque attacco subito nella notte del 15 di Adar.

Nel giorno che precede la festa è usanza di molti, soprattutto dei più osservanti, digiunare per ricordare il digiuno che fece Ester, mentre nel giorno della festa si usa travestirsi proprio per ricordare il “cambiamento” che avvenne nel giorno del controdecreto.
Per adempiere pienamente al precetto di ricordare questa festa è importante per ogni ebreo che ne abbia la possibilità fare quattro cose:

  1. Leggere la “Meghilat Ester” la sera e la mattina del 14 di Adar
  2. Donare del cibo a parenti e amici
  3. Donare un pasto ad almeno due poveri o il suo equivalente monetario
  4. Consumare un banchetto abbondante (di solito si beve tanto vino!)

La motivazione di tali precetti è che tutti devono vivere Purim con tanta felicità.

Auguro a tutti quanti un Purim Sameach (felice), sperando che, la parte “Haman” di ognuno di noi si possa dissolvere in fretta!

Qui la ricetta delle oznei Haman (orecchie di Haman), il dolce tipico della festa di Purim.

Informazioni su NevaNevae

I have no fear, I'm running wild.
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